I Saloni del vino biologico, biodinamico e naturale in Loira

Ritorno da una tre giorni di fiere d’Oltralpe nell’amatissima regione delle Loira, ovest di Parigi, a nord della Francia. Sono rientrata con la sensazione di essermi innamorata di questi luoghi che non conoscevo. Non sono la prima ne sarò l’ultima ad aver provato queste emozioni considerate anche le scelte dei fortunati Re e nobili di Francia, che già all’epoca fecero costruire le loro Residenze estive di campagna, meglio conosciute come Castelli, proprio in questa valle fortunata baciata dalla luce, a due ore da Parigi. La Francia e la sacralità dei suoi vini mi hanno sempre affascinato, e sfido chiunque a dire il contrario; questa era la prima volta che entravo in contatto con la Loira e i suoi vini, e nonostante si sia trattato di un breve viaggio, questa regione vitivinicola, con i suoi vini leggiadri, sottili e vellutati, mi ha conquistato. Il mio viaggio era finalizzato alla partecipazione alle fiere del vino biologico, biodinamico e naturale che si svolgono ogni anno nelle bellissime cittadine medievali di Angers e Saumur; inoltre ho avuto il piacere di dare un supporto pratico all’amica produttrice di vino in Puglia, Valentina Passalaqua, al Salon St Jean.

 

La maggior parte dei partecipanti erano produttori francesi della Loira, ai quali erano stati assegnati i comparti maggiori all’interno dei saloni, ma in generale erano presenti produttori dalle diverse aree vitivinicole della Francia con una buona partecipazione di strepitosi produttori Italiani. Insieme ad un numero elevatissimo di professionisti del vino internazionale.

I luoghi dove si svolgevano queste fiere indipendenti sono luoghi incredibilmente ricchi di storia e dal sapore sacro. Riporto di seguito qualche pillola:

* Ad Angers, il Salon Sant Jean si è svolto in due luoghi all’interno del complesso St John’s Hospital, la più’ antica architettura di ospedale francese in arte gotica che insieme alla cappella, il chiostro e il granaio offrono un esempio eccezionale di opere civili realizzate nel Medioevo, per volontà di Enrico II Re di Inghilterra;

* Salon 1 Grenier St. Jean (XII-XVI) il Granaio di San Giovanni, era il luogo di conservazione delle derrate alimentari al tempo dell’ospedale medioevale militare e casa di accoglienza dei malati nel 1598 durante la grande peste; Salon 2 all’ Hopital St. Jean, adiacente, che oggi ospita il bellissimo museo Jean Lurçat e il museo dell’Arte dell’Arazzo Contemporaneo del XX secolo, era l’ospedale dei poveri e dei malati che nel XIII secolo veniva gestito da 30 monaci, suore e fratelli laici;

L’organizzazione degli eventi al Grenier St. Jean e Hopital St.Jean ad Angers era gestita, come ogni anno, dai volontari dell’Associazione Madavin che raccoglie fondi durante questi saloni; l’associazione senza scopo di lucro nasce dal desiderio di un gruppo di produttori di vino biologico e biodinamico il cui obiettivo e’ quello di contribuire alla riforestazione negli altopiani del Madagascar. Opera con funzioni di supporto nei villaggi, dalla raccolta dei pepinieres, la piantumazione e la manutenzione di terreni coltivati, alla distribuzione di lampade solari e assistenza.

 

* Ad Angers, Salon Les Pènitentes presso l’Hotel Les Pènitentes, residenza del XV secolo, nome derivato dalla omonima comunità religiosa fondata nel 1640 ad Angers che si occupava di ospitare le donne carcerate per ordine del tribunale o atto ufficiale; era dunque una prigione femminile e ospizio per donne anziane e povere vittime dell’idiozia o razzismo.

 

* Ad Angers, Salon Les Anonymes presso l’Abbaye Du Ronceray, Abbazia di Ronceray costruita nel XII secolo era un’abbazia tutta al femminile. Il Ronceray era l’unico insediamento monastico delle donne di Angers e una delle più importanti diocesi di Anger. Le monache vennero inseguito cacciate e l’Abbazia divenne un ospedale di guerra nel XVIII secolo;

* A Saumur, Salon La Dive Bouteille, la Bottiglia Divina, celebrava la sua ventesima edizione con questa asserzione sui calici “Nul n’est censé ignorer la Loire, 20 Dive”, “Nessuno dovrebbe ignorare la Loira, 20 Dive”. Ecco, ho detto tutto. L’evento, forse il più’ scenografico in assoluto, si e’ tenuto all’interno delle spettacolari caverne troglodite di tufo presso l’Ackerman Caves del 1811.

Questo breve viaggio in Loira mi ha fatto apprezzare i famosi Vin de Soif, letteralmente vini di sete, quei vini che si distinguono per la loro facilità di beva, hanno poco grado alcolico e potresti berne una bottiglia nell’arco di 20 minuti; alcuni di questi vini nascono su terre basse a ridosso dei letti dei fiume e su suoli alluvionali che conferiscono la caratteristica di vini leggiadri, freschi, minerali, a volte salati.

 

Ho familiarizzato con l’uva chenin, strepitosa e semi aromatica, dalla quale si ottengono vini di una bellissima acidità vibrante, salati, leggermente tannici e dalla duplice anima dolce amara, e l’uva Breton (Cabernet Franc) che si trovano nella Loira dell’ovest; mentre dalla zona est ho goduto di vini da uve Sauvignon Blanc, Pinot Noir, Gamay e Cot (Malbec), che ho trovato strepitosamente fresco con note di spezie e viola, lontano dai Malbec concentrato, tipico di una interpretazione commerciale di questo vitigno.

La scoperta sono state le uve Pinot D’Aunis e Grolleau; i vini da Pinot D’Aunis sono un esplosione di pepe bianco, foglie di ibisco, zenzero, pompelmo e cedro dal sapore piccante; mentre l’uva Grolleau, quasi diseredata, e’ utilizzata principalmente per vini rosati o in blend con Gamay, mentre io l’ho assaggiata in purezza e l’ho apprezzata per la sua marcata identità di note erbacee, scure, di terra bagnata, un uva ‘rustica’ acida e con un basso grado alcolico.

Per concludere: sono grata per essere tornata con una maggiore comprensione sulla Loira e i suoi vini amici del cibo, per aver ammirato la grazia di un paesaggio fiabesco abbagliato da una luce brillante quasi esplosiva, per aver ampliato il ventaglio di conoscenza di quello che più mi gratifica e incrementato la mia maturità gusto olfattiva. Tutto questo accresce la mia sicurezza e dona consapevolezza, parola chiave per la conoscenza senza giudizi.

 

*articolo pubblicato da Slow Wine