Artichokes time! Carciofi alla ‘Matticcella’

 

La Matticella
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La preparazione

La cottura

 

Ecco a voi la M A T T I C E L L A!

E pensare che sono tralci di vite raccolti tra i filari dele vigne nelle campagne dei Castelli Romani!

Per l’esattezza sono i sarmenti di potatura della vite completamente asciugati in concomitanza con la maturazione del carciofo. Vengono fatti bruciare e le caratteristiche della loro brace sono la finezza, l’odore e la durata.

Nelle pianure del Lazio nasce il Carciofo Romanesco (Cynara Cardunculus) che sicuramente rimane il carciofo più apprezzato tra gli oltre 50 tipi che abbiamo in Italia.

Questa modalità di cottura del re Artichoke e’ un’antica tradizione  (alcune fonti sostengono che era usata anche dagli Etruschi) di sapore popolare e contadino, di momento conviviale, che va dalla preparazione, l’attesa della cottura e la prelibatezza subito dopo. La carciofolata e’ tipica dei giorni di Pasquetta e Primo Maggio nelle campagne del basso Lazio ..

Molte sono le feste, gli eventi legati alla festa del carciofo e quindi carciofolate che si susseguono nei mesi di Aprile e Maggio in queste zone. (Domenica 22 Aprile 2012 ci sara’ la rinomata festa del carciofo di Sezze! (LT). Ovviamente ci saro’..

I carciofi interi una volta battuti di testa su un piano per farli aprire vengono farciti all’interno con mentuccia romana, aglio, sale e olio infine vengono posti nella brace. A questo punto inizia il gioco nel senso che vengono girati spesso e cambiati di posto per trovare spazio nella brace più viva.

Le foto di sopra sono dell’ultima carciofolata a casa mia il giorno di Pasquetta !!

Di seguito una foto del 1972 dove mio zio Alberto era impegnato a girare i carciofi..

 

 

At the end ma quanto sono buoni!! 🙂